Per i gatti > Vaccinazione del gatto:
qual è la situazione in Italia?


In Italia le stime indicano che i gatti vaccinati corrispondono soltanto al 20% della popolazione felina: solo un gatto su 5, quindi, è adeguatamente protetto dalle malattie infettive. E’ un dato allarmante e molto inferiore a quello di altri paesi europei come l’Inghilterra, dove si raggiunge ben il 73% e la Germania (70%). Non si tratta di una semplice curiosità statistica, ma di un dato molto importante per i proprietari che ci tengono alla salute del proprio gatto: vediamo perché.

Quando in una popolazione si riesce a ottenere una percentuale del 70% di soggetti regolarmente vaccinati, si raggiunge quella che viene definita “immunità di popolazione”. In questa situazione, l’elevato numero di soggetti vaccinati (e quindi protetti) nei confronti di un determinato virus determina una significativa riduzione della circolazione del virus stesso e quindi una riduzione del rischio di malattia per tutta la popolazione, anche per quella parte che non è stata vaccinata! In pratica si può dire che i vaccinati, quando sono in gran numero, oltre a proteggere sé stessi, finiscono anche col proteggere tutti gli altri.

Pochi gatti vaccinati, elevata circolazione dei virus

 

Nel nostro paese, la bassa percentuale di gatti vaccinati determina una situazione diametralmente opposta a quella descritta precedentemente. Pochi gatti sono vaccinati e vi sono perciò molti felini che fungono da serbatoio dei virus e che ne determinano un’intensa e costante circolazione nella popolazione felina e nell’ambiente. Ecco allora che in Italia, più ancora che in altri paesi, il gatto risulta costantemente esposto ad un’elevata varietà e quantità di virus patogeni.

 



Il ruolo dell'ambiente

 

La contaminazione ambientale da parte dei virus espone al rischio di malattia anche quei gatti che vivono in casa e non hanno contatti con altri gatti. Il Calicivirus felino, infatti, resta attivo nell’ambiente per almeno 2-3 giorni ed il Parvovirus felino per 1 anno: ecco allora che questi virus possono essere trasportati passivamente all’interno dell’abitazione (ad esempio dalle scarpe) e venire quindi in contatto anche con i gatti che vivono esclusivamente in casa.

 

Necessario assicurare un livello elevato di protezione.

 

Se da un lato è certamente auspicabile un incremento della percentuale di gatti vaccinati, la situazione attuale richiede, a tutti coloro che già assicurano al proprio gatto una corretta protezione vaccinale, di non abbassare la guardia. È proprio la presenza di un’alta pressione infettiva che motiva che la vaccinazione sia rinnovata periodicamente nel tempo e che si ponga attenzione alle caratteristiche del vaccino.

 

La scelta del vaccino

 

La scelta del vaccino, i tempi e i modi della vaccinazione, così come la sua esecuzione sono di competenza esclusiva del Medico Veterinario, referente unico della salute animale. Oggi il Medico Veterinario ha a disposizione una linea vaccinale con una protezione aggiornata verso le più recenti varianti di campo del Calicivirus felino e che è totalmente priva di adiuvanti, per proteggere il gatto con ancor maggiore efficacia e sicurezza.

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